OGNI TUO RESPIRO



Robin Cavendish ha tutto dalla vita: è bello, aitante e fascinoso. Tanto da conquistare l'apparentemente inaccessibile Diana. Mentre la coppia di sposi nel dicembre 1958 si trova in Africa Robin contrae una forma di poliomielite che lo immobilizza in un letto e lo lega a un respiratore con una diagnosi che non gli lascia molto tempo da vivere. Diana, contro il parere della medicina ufficiale, lo porta a casa offrendogli delle opzioni terapeutiche mai tentate prima. Jonathan Cavendish non è solo il figlio di Robin nato poco dopo che il padre era stato colpito dalla malattia ma è anche il produttore del film. Questo fa sì che l'intera operazione assuma una dimensione del tutto speciale. L'inizio sembrerebbe iscrivere Ogni tuo respiro nell'ambito di quei film biografici che si ispirano alla realtà inondandola di sentimentalismo tanto da provocare un innalzamento del tasso glicemico dello spettatore. Dal momento in cui la malattia prende il sopravvento ci si accorge, minuto dopo minuto, che il fine è assolutamente diverso e che quel prologo aveva una sua ragione. Perché qui non ci si limita a ripercorrere le tappe di quello che avrebbe potuto essere solo uno sterile calvario individuale. Si racconta un calvario che invece si è trasformato in un'opportunità non solo per rendere più accettabile la vita di Robin Cavendish ma anche per garantire a pazienti in condizioni analoghe grazie a quegli strumenti che avrebbero consentito loro un'esistenza da condurre al di fuori dell'istituzione ospedaliera. Cavendish, Diana e coloro che li hanno affiancati ed aiutati sono stati dei pionieri in questo campo ed era giusto che il cinema ne raccontasse la storia. Ma proprio quello che potrebbe far storcere il naso ad alcuni critici costituisce invece il punto di forza del film. Lo stile molto british che fonde ricostruzione con humour sottile, che non avvolge la vicenda in un'atmosfera stabilmente cupa ma sa alternare situazioni critiche con sequenze più rilassate, è perfettamente funzionale a una diffusione di Ogni tuo respiro presso il pubblico più vasto. Anche quello, per essere ancora più espliciti, che non disdegna il cinema un po' old fashion. Regia di Andy Serkis. Un film Da vedere 2017 con Andrew Garfield, Claire Foy, Tom Hollander, Stephen Mangan, Dean-Charles Chapman. Cast completo Titolo originale: Breathe. Genere Drammatico - Gran Bretagna, 2017, durata 117 minuti. Uscita cinema giovedì 16 novembre 2017
Share:

JUSTICE LEAGUE



Se la Marvel ha già messo in moto da anni il suo Cinematic Universe, la DC Comics ha ancora un discreto gap da recuperare. Superman ha subito due reboot in rapida successione e il fatidico incontro in Batman v Superman: Dawn of Justice ha diviso gli estimatori dei supereroi in questione: molti hanno lamentato un eccesso di fracasso ed effetti speciali a scapito del ritmo e della fluidità narrativa. Se il momento è critico anche per la Marvel, che fronteggia un rischio crescente di saturazione da supereroi (Avengers: Age of Ultron e Captain America: Civil War, per ragioni diverse, non hanno convinto appieno), la DC ha dalla sua lo svantaggio di dover partire proprio ora con uno sforzo corale che ha negli Avengers e nelle loro gesta un termine di paragone obbligato. Proprio Batman v Superman aveva lo scopo di introdurre a una possibile alleanza di supereroi. Quando Batman scopre l'esistenza di Wonder Woman e di altri file segreti, e quindi la presenza di soggetti curiosi e meritevoli di un approfondimento, ha ufficialmente inizio la prima trasposizione cinematografica della Justice League of America, associazione di supereroi nata sugli albi DC Comics nel lontano 1960. Bruce Wayne alias Batman è il coordinatore, oltre che il supereroe meno "super" del lotto: ad assisterlo è Wonder Woman, al suo fianco nella lotta contro Doomsday, che è costata la vita a Superman. Gli altri soggetti coinvolti sono invece Aquaman, Flash e Cyborg. Fra i tre solo Flash ha avuto una serie Tv a lui dedicata: per gli altri è il debutto lontano dalle strisce DC. Le origini A creare la Lega nel 1960 è Gardner Fox, che riprende il concetto della precedente Justice Society of America, curiosamente "chiusa" all'inizio dei '50 in seguito alle liste nere del senatore McCarthy. La Society era nata essenzialmente per dare spazio a supereroi minori, privi di un albo proprio, mentre la Justice League emerge con un profilo da subito più elevato. È un'alleanza che ha come scopo la salvezza dell'umanità e che si rende necessaria per affrontare nemici estremamente potenti, spesso immortali o di natura semi-divina. Nei decenni è stata più volte rimescolata nei suoi componenti ed è stata occasionalmente contrapposta al Crime Syndicate, alleanza di super-criminali guidata in genere da Lex Luthor. Dopo vari tentativi frustrati dallo sciopero degli sceneggiatori e dal successo del Cavaliere Oscuro di Nolan, la Warner Bros. riesce finalmente a completare la pre-produzione di una versione cinematografica della Lega, affidata ancora una volta a Zack Snyder (L'uomo d'acciaio, Batman v Superman). L'incarnazione della Lega che va in scena in Justice League è la più recente della continuity DC, protagonista di un reboot che ha attraversato tutti i personaggi della casa nel 2011. Ancora non ci sono notizie, tuttavia, della presenza di un nuovo alter ego cinematografico di Lanterna Verde, membro permanente nei fumetti della JL, incarnato da Ryan Reynolds in uno sfortunato adattamento cinematografico, uscito sempre nel 2011. Regia di Zack Snyder, Joss Whedon. Un film con Ben Affleck, Gal Gadot, Ezra Miller, Jason Momoa, Ray Fisher, Henry Cavill. Cast completo Titolo originale: Justice League. Genere Azione - USA, 2017, durata 121 minuti. Uscita cinema giovedì 16 novembre 2017 distribuito da Warner Bros Italia
Share:

NOTA

Nel rispetto della normativa sul trattamento dei dati personali (GDPR) puoi scegliere di commentare questo post usando il tuo account Google, oppure avvalerti delle opzioni Anonimo o Nome/URL disponibili dal menù a tendina in questo form. In ogni caso, nessuno dei tuoi dati personali verrà usato dall'amministratore di questo blog nè venduto a terzi.